I materiali, spesso dimenticati in armadi, soffitte e cantine sono documenti preziosi per ricostruire una sorta di “psicologia del Novecento” fatta di paesaggi umani e di scenografie ormai scomparse. Questo è un nuovo campo di ricerca che può coinvolgere singoli individui e famiglie, istituzioni pubbliche e private, scuole e università. Gli interventi di raccolta ed elaborazione dei filmati, infatti, sono di grande interesse per le ricadute sui territori di volta in volta interessati e sono rivolti in particolare ai Comuni, alle biblioteche, agli assessorati alla cultura, agli studenti e al corpo insegnante, a tutti coloro che posseggono filmati e che hanno a cuore la loro conservazione e la loro utilizzazione per scopi culturali e didattici. |